giovedì 6 settembre 2018

Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: gli ex voto.




Uno degli aspetti particolari dei culti mariani e non solo, sono gli ex voto per grazie o per rendimenti di grazia ricevuta.

Essi sono di vario genere e in tutti i santuari del mondo, non solo cattolici, se ne possono ritrarre infatti diversi per forma, arte e fattura sono queste attestazioni di fede.

Si va dagli ex voto di tipo aureo sino ad arrivare a quelli di opere dipinte per poter indicare la grazia ricevuta.

Dell'immenso patrimonio aureo dei votivi alla Madonna dei Martiri resta ben poco, perché parte degli stessi è stato nel tempo utilizzato per il riscatto dei prigionieri cristiani dai Mussulmani.

Infatti sino all'inizio dell'ottocento le acque antistanti la Puglia erano ricche di corsari e a riprova di quanto asserisco voglio riportare una storia della Nave Ardito comandata da Domenico Panunzio di Tommaso. 

Era il 1812 quando dinnanzi alle coste baresi l'Ardito incrocia una nave corsara, qui le prime bordate di quest'ultima e la nave molfettese risulta vulnerabile e soccombe alla violenza di quella turca solo grazie alla richiesta di aiuto fatta dal comandante alla Madonna dei Martiri la nave e l'inerme equipaggio si salvano.

Infatti invocata la Vergine, eccola apparire tra le due imbarcazioni che grazie al suo potente patrocinio fece scappare gli infedeli e salvare il bastimento e l'equipaggio molfettese.

Proprio per questo rendimento di grazie, la tradizione iniziata e sviluppatasi con l'uso della immagine lignea della Vergine dei Martiri è stata quella di "vestire" il simulacro con gli ori. 

Questa pratica a molti sembrerebbe un feticcio, ma invero, se la vedessimo con gli occhi della fede e nient'altro, capiremo il suo profondo significato; don Tonino Bello sulla fine degli anni novanta volle eliminare il rito pubblico della vestizione sostituendolo con quello della imposizione della corona di gala della festa donata dai Molfettesi d'Argentina e parimenti voleva eliminare il manto di oro che copre la statua durante le 2 processioni.

Ma i prelati gli spiegarono cosa significasse per i molfettesi vedere l'immagine con tutto l'oro procedere in processione tra le strade della città: "sono tutte le nostre storie che sono posate su Maria, le nostre speranze e le nostre preghiere oltre che le nostre aspettative. Allora sentendo ciò ed inteneritosi, comprese ed asserì: chi sono io per eliminare questo dalla coscienza filiale molfettese verso la Madre Celeste?".

Ogni giorno gli ex voto per le grazie ottenute dalla Madonna dei Martiri giungono al santuario a lei dedicato e nel silenzio ormai da oltre mille anni la Vergine aiuta col suo potente patrocinio chi si avvicina a lei con fede.

A cura di Massimiliano Sisto.

mercoledì 5 settembre 2018

Ama la vita.



Ama la vita così com'è.
Amala pienamente, senza pretese; 
amala quando ti amano 
o quando ti odiano, 
amala quando nessuno ti capisce, 
o quando tutti ti comprendono.



Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re:
Amala quando ti rubano tutto
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo
nemmeno un po'.


Amala nella felicità
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.


Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!

A cura di Sisto Massimiliano.


Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: il miracolo che la fece divenire Patrona di Molfetta.



Come tutti sanno l'11 maggio 1560 un terremoto di consistente magnitudo colpì i territori della Puglia centrale e tutte le città furono o gravemente compromesse o addirittura rase al suolo, da questo evento sappiamo che la città di Molfetta non ebbe alcun danno importante e i nostri padri ritennero che grazie al prodigioso intervento della Regina dei Martiri la città si salvo'. 

Infatti per questo la figura della Regina dei Martiri era presente sulla corona cittadina nello stemma araldico. Inoltre da quell'anno a devozione perpetua per la grazia ricevuta e per lo scampato pericolo il Capitolo e il popolo si sarebbero recati in processione sino al Santuario per ringraziare la Beata Vergine. 

A cura di Sisto Massimiliano.




martedì 4 settembre 2018

Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: 1973 la festa viene slittata.



Anche a causa della epidemia di colera del 1973 la festa della Madonna dei Martiri subì uno slittamento e si legge infatti nella ordinanza sindacale quanto segue:


< CITTA’ DI MOLFETTA, IL SINDACO, vista l’insorgenza di episodi di colera in atto in alcune regioni italiane ed in particolar modo nella vicina Campania ed in Puglia; considerata la rapidità di diffusione della malattia e la sua gravità; ritenuto di conseguenza dover adottare provvedimenti atti ad evitare la diffusione della malattia; ritenuto che si rende urgente ed indispensabile rinviare al 21, 22, 23 p.v. i festeggiamenti della Madonna dei Martiri, già previsti per il 7,8,9, e 16 settembre c.a.; sentita l’Autorità Ecclesiastica; visto l’art. 153 della vigente legge comunale provinciale e l’art. 255 e seguenti del T.U.LL.SS., ORDINA il rinvio al 21,22 e 23 settembre p.v. dei festeggiamenti della Madonna dei Martiri già previsti per il 7, 8, 9 e 16 c.a.>

A cura di Sisto Massimiliano

lunedì 3 settembre 2018

Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: la fiera del bestiame.


Una tradizione persa è quella inerente la fiera del bestiame. 
Cito da un mio scritto: "Uno degli elementi più importanti era quello della fiera del bestiame che richiamava commercianti da tutta l’Italia meridionale e persino dalla Dalmazia.
Essa si svolgeva nel largo Porticella ossia l’attuale Piazza Garibaldi. L’importanza della fiera si è mantenuta inalterata a quasi tutto l’ottocento per poi declinare ed assumere i connotati di quella che conosciamo a partire dalla prima guerra mondiale". 

Anche questo con un comunicato del 05 settembre 2009 da parte del Comitato Feste Patronali: "«c’è la sicurezza delle persone e degli animali stessi. 

Il luogo deputato per la fiera del bestiame, la zona antistante l’Ospedaletto dei Crociati, non ha vie di fuga e gli spazi non sono idonei per ospitare equidi»". Inoltre l'augurio era che per il 2010 si trovasse «un posto che salvaguardi sia le persone che gli equidi». Un altro pezzo di storia andato via....


A cura di Sisto Massimiliano.

domenica 2 settembre 2018

Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: u scapézzòne.




La statua della Madonna dei Martiri fu consacrata da Mons. Costantini nel 1840, ma la sagra a mare iniziò 6 anni dopo copiando quella di San Nicola che già si svolgeva. 
L’immagine era trasportata su di una coppia di bilancelle su cui era allestito un palco dove adagiare il simulacro della Vergine e far salire i frati minori suoi custodi oltre che i parenti degli armatori e coloro che svolgevano il rito dei tuffi. 
Le due bilancelle estratte a sorte poi erano trainate da otto barche a remi.

Una tradizione voleva che le ciurme di tutte le paranze molfettesi il giorno 6 settembre uscivano in mare per pescare il pesce che l’indomani mattina si sarebbe dovuto vendere fresco in onore della Vergine. 

Mentre la sera o il giorno seguente la festa della Madonna dei Martiri i pescatori solevano uscire in mare per pescare "u scapézzòne dè la Mèdònne", ossia facevano una o più calate di reti il cui pescato era da dividersi tra tutti i componenti dell’equipaggio e quindi non destinato alla vendita come momento di comunione ma soprattutto di ringraziamento alla Vergine.
A cura di Sisto Massimiliano

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sabato 1 settembre 2018

Aspettando la festa della Madonna dei Martiri: la rosa d'oro.



Consegna della Rosa d'oro alla B.V. Maria dei Martiri

La Rosa d’Oro è un gesto di attenzione e di onorificenza che i papi concedono ai sovrani cattolici e ai Santuari o alle immagini più importanti della cristianità.
La Rosa d’Oro viene benedetta nella Basilica di San Giovanni in Laterano la IV Domenica di Quaresima. 
Il suo significato, è legato a questa data, in quanto simboleggia la rinascita che il Signore  ha testimoniato dopo la sua Morte attraverso la Resurrezione, pertanto la scelta di questo fiore si ritrova nel fatto che le prime rose iniziano a creare i boccioli proprio in questo periodo.
La Rosa d'oro

 La Rosa significa quindi il Cristo, che si estrinseca nelle buone opere che giornalmente noi effettuiamo e che si auspica dilaghino come una essenza, un profumo che si spande. 
Numerosi e vari sono stati i sovrani insigniti di questa onorificenza papale, infatti vi ricordiamo: Tour di Folcone conte d’Angiò nel 1096 (donativo più antico nella storia della Rosa d’Oro), Enrico VIII, Ludovico III di Gonzaga. 
La nuvola a forma di gabbiano che comparve al termine della 
celebrazione eucaristica
nel giorno della Visita Pastorale 
di Papa Francesco in onore del 25°anno della nascita al cielo del
Servo di Dio Antonio Bello

A partire poi dal 1759 questo importante riconoscimento è stato ridimensionato nell’aspetto come un ramo di rosa sempre in oro tempestato di pietre preziose che fu concesso alle sole sovrane donna, e ricordiamo alcuni esempi: Isabella del Brasile, Vittoria Eugenia di Battemberg, Elena di Savoia e Carlotta di Lussemburgo. 
Inoltre è anche concessa ai santuari maggiori della cristianità, e si ricordano quelli di: Nostra Signora d’Aparecida in Brasile, Nostra Signora della Guardia di Savona, La Cappella della Grazia in Baviera, Santuario della Beata Vergine di Pompei. 

Sono state inoltre consegnate Rose d’Oro alle venerate immagini: della B.V. Di Rolo, B.V. di Guadalupe, alla B.V. di Fatima e dal 20 aprile di quest'anno anche alla B.V. Maria dei Martiri.

A cura di Sisto Massimiliano.

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